I.T.C.G. “MARTINI” – CASTELFRANCO VENETO

ANNO  SCOLASTICO  2004 – 2005

 

IL BULLISMO NELLA SCUOLA SUPERIORE

 

( Analisi delle prepotenze a scuola )

 

Da tempo seguo il fenomeno delle prepotenze a scuola. Negli anni scorsi ho effettuato alcune indagini nella scuola dell’obbligo che hanno evidenziato come il fenomeno sia rilevante in tutte le età, pur toccando il picco più elevato verso i 9-10 anni ( aspetto sorprendente!) per calare molto lentamente poi nell’età successiva, trasformandosi però come tipologia di angherìe.

L’esito di quelle indagini, tradotte in una pubblicazione, mi è servito innanzitutto come strumento di lavoro per affrontare il fenomeno da parte dei docenti e delle famiglie. Rimando pertanto anche a quelle analisi per capire come si manifesta il fenomeno e le caratteristiche degli attori sin dall’inizio della scuola primaria.
Subito all’inizio della mia direzione dell’Istituto “Martini” mi sono imbattuto in alcune situazioni di prepotenza, latente o dichiarata, che mi hanno incuriosito a tal punto da motivare una ricerca anche in questa fase d’età: l’adolescenza. Ho pensato di effettuare quindi un’indagine sull’entità e sulle caratteristiche del fenomeno, utilizzando il seguente questionario anonimo adatto ad un’utenza della scuola superiore e somministrato per via informatica.

Grazie all’intervento dei docenti di informatica e al contributo fattivo del Prof. Marcon., che hanno permesso di effettuare la compilazione del questionario in una sola mattinata  a tutti gli allievi dell’Istituto tabulando poi  i dati con modalità  veramente efficaci, posso disporre di una massa enorme di dati che, per ora, utilizzerò per elaborare subito degli strumenti di lavoro da poter utilizzare, almeno in parte, già nell’anno scolastico in corso.

=======================================================================

 

I risultati dei questionari, come era prevedibile, mi sembrano assai interessanti sia analizzati globalmente che a livello di singole classi.

Pertanto i risultati delle singole classi vengono consegnati ai docenti coordinatori dei consigli di classe, che potranno utilizzarli come strumenti di lavoro per comprendere meglio il clima di classe e interpretare gli episodi di prepotenza.

Sui risultati generali intendo invece fare alcune riflessioni che integrano le osservazioni già scaturite dalla precedente mia ricerca effettuata nella scuola di base. 

 

QUANTE VOLTE HAI SUBITO PREPOTENZE DA ALTRI COMPAGNI NEGLI ULTIMI TRE MESI A SCUOLA? (valori %)

 

 

 

Più volte alla settimana

Una volta alla settimana

Qualche volta

Mai

Totale complessivo

 

1° classe

Femmina 1°

2,52%

1,68%

47,90%

47,90%

100,00%

 

 

Maschio 1°

1,82%

2,73%

58,18%

37,27%

100,00%

 

 

Totale 1°

2,18%

2,18%

52,84%

42,79%

100,00%

 

2° classe

Femmina 2°

3,01%

2,26%

73,68%

21,05%

100,00%

 

 

Maschio 2°

4,65%

3,49%

52,33%

39,53%

100,00%

 

 

Totale 2°

3,65%

2,74%

65,30%

28,31%

100,00%

 

3° classe

Femmina 3°

3,81%

0,95%

59,05%

36,19%

100,00%

 

 

Maschio 3°

3,92%

5,88%

31,37%

58,82%

100,00%

 

 

Totale 3°

3,85%

2,56%

50,00%

43,59%

100,00%

 

4° classe

Femmina 4°

1,06%

2,13%

40,43%

56,38%

100,00%

 

 

Maschio 4°

2,00%

0,00%

44,00%

54,00%

100,00%

 

 

Totale 4°

1,39%

1,39%

41,67%

55,56%

100,00%

 

5° classe

Femmina 5°

0,00%

0,00%

46,67%

53,33%

100,00%

 

 

Maschio 5°

4,84%

0,00%

37,10%

58,06%

100,00%

 

 

Totale 

1,97%

0,00%

42,76%

55,26%

100,00%

 

Totale complessivo

2,67%

1,89%

51,89%

43,56%

100,00%

 

 

 

 

 

 

QUANTE VOLTE HAI FATTO PREPOTENZE AD ALTRI COMPAGNI NEGLI ULTIMI TRE MESI A SCUOLA?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Valori depurati. Non sono  contati i questionari che hanno lasciato vuota la risposta 4 - QUALI TIPI DI   PREPOTENZE HAI FATTO AD ALTRI COMPAGNI NEGLI ULTIMI TRE MESI A SCUOLA?)

 

 

Più volte alla settimana

Una volta alla settimana

Qualche volta

Mai

Totale complessivo

 

Femmina

1

0

261

279

541

 

Maschio

17

16

210

116

359

 

Totale complessivo

18

16

471

395

900

 

Valori % su totali di fascia

 

 

 

 

 

Più volte alla settimana

Una volta alla settimana

Qualche volta

Mai

 

Femmina (% su 541)

0,18%

0,00%

48,24%

51,57%

 

Maschio (% su 359)

4,74%

4,46%

58,50%

32,31%

 

 

QUALI TIPI DI   PREPOTENZE HAI SUBITO DA ALTRI COMPAGNI NEGLI ULTIMI TRE MESI A SCUOLA?

 

 

 

 

F

M

T

 

 

 

 

F % su 541

M % su 359

T% su 900

Colpi

 

 

9

68

77

 

Colpi

 

 

1,66%

18,94%

8,56%

Dover pagare qualcosa o dare denaro

6

15

21

 

Dover pagare qualcosa o dare denaro

1,11%

4,18%

2,33%

Dover passare i compiti

75

71

146

 

Dover passare i compiti

13,86%

19,78%

16,22%

Esclusione da feste/ritrovi

12

13

25

 

Esclusione da feste/ritrovi

2,22%

3,62%

2,78%

Esclusione dai giochi

 

8

19

27

 

Esclusione dai giochi

 

1,48%

5,29%

3,00%

Furti

 

 

1

13

14

 

Furti

 

 

0,18%

3,62%

1,56%

Minacce

 

 

1

31

32

 

Minacce

 

 

0,18%

8,64%

3,56%

Non rivolgere mai la parola

116

52

168

 

Non rivolgere mai la parola

21,44%

14,48%

18,67%

Offese

 

 

93

105

198

 

Offese

 

 

17,19%

29,25%

22,00%

Scherzi di cattivo gusto

41

60

101

 

Scherzi di cattivo gusto

7,58%

16,71%

11,22%

Storie sul mio conto

 

39

23

62

 

Storie sul mio conto

 

7,21%

6,41%

6,89%

Umiliazioni in pubblico

7

28

35

 

Umiliazioni in pubblico

1,29%

7,80%

3,89%

Nessuna Risposta

 

224

168

392

 

Nessuna Risposta

 

41,40%

46,80%

43,56%

 

QUALI TIPI DI   PREPOTENZE HAI FATTO AD ALTRI COMPAGNI NEGLI ULTIMI TRE MESI A SCUOLA? (valori %)

 

 

 

 

 

 

 

 

Valori % su  totali F (541) / M (359)

 

 

 

 

Femmina

Maschio

 

Colpi

1,66%

18,94%

 

Dover pagare qualcosa o dare denaro

1,11%

4,18%

 

Dover passare i compiti

13,86%

19,78%

 

Esclusione da feste/ritrovi

2,22%

3,62%

 

Esclusione dai giochi

1,48%

5,29%

 

Furti

0,18%

3,62%

 

Minacce

0,18%

8,64%

 

Non rivolgere mai la parola

21,44%

14,48%

 

Offese

17,19%

29,25%

 

Scherzi di cattivo gusto

7,58%

16,71%

 

Storie sul mio conto

7,21%

6,41%

 

Umiliazioni in pubblico

1,29%

7,80%

 

Nessuna Prepotenza

51,76%

41,50%

 

 

 

 

 

 


DOVE HAI SUBITO PREPOTENZE?

 

 

%su

 

Femmina(541)

Maschio(359)

Altro

 

7,21%

4,46%

In classe

 

41,96%

37,05%

In corridoio

 

6,10%

5,57%

In cortile

 

1,29%

3,90%

In palestra

 

4,07%

5,57%

Negli spogliatoi

1,85%

5,57%

Nei bagni

 

0,74%

3,34%

Nei laboratori

 

1,85%

1,11%

Nei mezzi di trasporto pubblici

7,21%

2,51%

Nessuna prepotenza

44,55%

50,42%

 

DA CHI HAI  SUBITO PREPOTENZE?

 

 

 

 

Femmina

Maschio

Totale complessivo

 

Valori %

Femmina

Maschio

Dai compagni più piccoli

1,48%

3,34%

Dai compagni della mia classe

41,40%

36,21%

Dai compagni della mia età ma non della mia classe

8,87%

7,24%

Dai compagni più grandi

6,84%

5,29%

Nessuna prepotenza subita

45,84%

52,65%

 

 

HAI SUBITO   PREPOTENZE DA UNO O PIU' RAGAZZI?

 

 

 

 

Da diverse ragazze

Da diversi ragazzi

Da un ragazzo

Da una ragazza

Da nessuno

Totale complessivo

1° classe

Femmina 1°

6

10

25

11

55

107

 

Maschio 1°

 

16

31

7

57

111

 

Totale 1°

6

26

56

18

112

218

2° classe

Femmina 2°

21

12

30

34

72

169

 

Maschio 2°

5

12

20

10

44

91

 

Totale 2°

26

24

50

44

116

260

3° classe

Femmina 3°

14

8

17

23

74

136

 

Maschio 3°

2

6

5

3

35

51

 

Totale 3°

16

14

22

26

109

187

4° classe

Femmina 4°

12

4

5

15

70

106

 

Maschio 4°

3

4

7

 

36

50

 

Totale 4°

15

8

12

15

106

156

5° classe

Femmina 5°

8

4

9

9

60

90

 

Maschio 5°

4

8

8

3

40

63

 

Totale 

12

12

17

12

100

153

Totale complessivo

75

84

157

115

543

974

 

 

 

 

 

 

 

 

 


HAI SUBITO   PREPOTENZE DA UNO O PIU' RAGAZZI?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da diverse ragazze

Da diversi ragazzi

Da un ragazzo

Da una ragazza

Da nessuno

Totale complessivo

1° classe

Femmina 1°

5,6%

9,3%

23,4%

10,3%

51,4%

100,0%

 

Maschio 1°

0,0%

14,4%

27,9%

6,3%

51,4%

100,0%

 

Totale 1°

2,8%

11,9%

25,7%

8,3%

51,4%

100,0%

2° classe

Femmina 2°

12,4%

7,1%

17,8%

20,1%

42,6%

100,0%

 

Maschio 2°

5,5%

13,2%

22,0%

11,0%

48,4%

100,0%

 

Totale 2°

10,0%

9,2%

19,2%

16,9%

44,6%

100,0%

3° classe

Femmina 3°

10,3%

5,9%

12,5%

16,9%

54,4%

100,0%

 

Maschio 3°

3,9%

11,8%

9,8%

5,9%

68,6%

100,0%

 

Totale 3°

8,6%

7,5%

11,8%

13,9%

58,3%

100,0%

4° classe

Femmina 4°

11,3%

3,8%

4,7%

14,2%

66,0%

100,0%

 

Maschio 4°

6,0%

8,0%

14,0%

0,0%

72,0%

100,0%

 

Totale 4°

9,6%

5,1%

7,7%

9,6%

67,9%

100,0%

5° classe

Femmina 5°

8,9%

4,4%

10,0%

10,0%

66,7%

100,0%

 

Maschio 5°

6,3%

12,7%

12,7%

4,8%

63,5%

100,0%

 

Totale 

7,8%

7,8%

11,1%

7,8%

65,4%

100,0%

Totale complessivo

7,7%

8,6%

16,1%

11,8%

55,7%

100,0%

NORMALMENTE VIENI  A SCUOLA SERENO/A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

No

Totale complessivo

 

Biennio

Femmina B

13

239

252

 

 

 

Maschio B

12

184

196

 

 

Biennio Totale

25

423

448

 

 

Triennio

Femmina T

33

256

289

 

 

 

Maschio T

9

154

163

 

 

Triennio Totale

42

410

452

 

 

Totale complessivo

67

833

900

 

 

 

NORMALMENTE VIENI  A SCUOLA SERENO/A (valori %)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

No

Totale complessivo

 

Biennio

Femmina B

5,2%

94,8%

100,0%

 

 

 

Maschio B

6,1%

93,9%

100,0%

 

 

Biennio Totale

5,6%

94,4%

100,0%

 

 

Triennio

Femmina T

11,4%

88,6%

100,0%

 

 

 

Maschio T

5,5%

94,5%

100,0%

 

 

Triennio Totale

9,3%

90,7%

100,0%

 

 

TABELLA DI CONFRONTO LONGITUDINALE SULL’EVOLUZIONE DEL BULLISMO

 

PREPOTENZE  SUBITE

 

                   Mai

Qualche volta

Una volta alla settimana

Più volte alla settimana

 

M

F

M

F

M

F

M

F

Scuola

Primaria

0 %

17 %

87 %

83 %

0 %

0 %

13 %

0 %

 

 Scuola

Media

22 %

 

29 %

78 %

71 %

0 %

0 %

0 %

0 %

Scuola

Superiore

47 %

 

41 %

47 %

55 %

3 %

2 %

4  %

3 %

 

 

PREPOTENZE  FATTE

 

                   Mai

Qualche volta

Una volta alla settimana

Più volte alla settimana

 

M

F

M

F

M

F

M

F

Scuola

Primaria

0 %

34 %

62 %

50 %

0 %

16 %

38 %

0 %

 

 Scuola

Media

33 %

 

43 %

57 %

58 %

11 %

0 %

0 %

0 %

Scuola

Superiore

33 %

 

51 %

59 %

49 %

5 %

5 %

5 %

0 %

 

 

TIPOLOGIA PREPOTENZE SUBITE

 

TIPOLOGIA

PRIMARIA

MEDIA

SUPERIORE

PREPOTENZE

 

 

Biennio

Triennio

 

M

F

M

F

M

F

M

F

Colpi

75 %

50 %

22 %

10 %

12 %

2 %

8 %

2 %

Offese

100 %

78 %

100 %

89 %

21 %

23 %

14 %

13 %

Furti

10 %

15 %

5 %

6 %

5 %

0 %

2 %

2 %

Minacce

38 %

8 %

20 %

11 %

3 %

0 %

1 %

1 %

Storie sul mio conto

38 %

33 %

11 %

14 %

6 %

6 %

8 %

3 %

Non rivolgere la parola

12 %

30 %

11 %

43 %

3 %

11%

12 %

6 %

Esclusione dai giochi

37 %

40 %

22 %

14 %

2 %

2 %

1 %

0 %

Umiliazioni in pubblico

 

 

 

 

3 %

2 %

3 %

2  %

Dover passare i compiti

 

 

 

 

8 %

10 %

7 %

10 %

Dover pagare qualcosa

 

 

 

 

1 %

1 %

2 %

1 %

Esclusione da feste/ritrovi

 

 

 

 

2 %

2 %

1 %

0  %

Scherzi di cattivo gusto

 

 

 

 

10 %

8 %

8 %

3  %

Mai

N.R.

N.R

29 %

22 %

30 %

25 %

41 %

41 %

                   

 

Per elaborare questi  prospetti di raffronto longitudinale sono stati utilizzati anche i dati delle ricerche effettuate qualche anno fa nelle scuole elementari e medie di Castello di Godego e di Loria.

 

 

 

RIFLESSIONI  SUI  DATI  PIU’ SIGNIFICATIVI

 

 

Le prepotenze fatte e subìte

 

La semplice lettura dei dati, sia raccolti per biennio e triennio che in modo globale, suggerisce alcune considerazioni che potranno essere approfondite più avanti ed anche in altre sedi.

Se si nota il calo del fenomeno rispetto alla scuola primaria in termini di frequenza e di tipologia puramente aggressiva, si coglie altresì l’evoluzione delle manifestazioni che diventano più subdole, più raffinate e forse per questo più pericolose.

Si coglie innanzitutto , in riferimento alla prima e alla seconda domanda del questionario ( Quante volte hai subìto o fatto delle prepotenze…….? ), un aumento dei “mai” e dei “qualche volta” rispetto alle età precedenti. Una bella metà circa però dichiara di aver   fatto delle prepotenze “qualche volta” negli ultimi tre mesi, con uno scarto  a  sfavore  delle femmine rispetto ai maschi. Il fenomeno aumenta nel triennio per le prepotenze subite, mentre diminuisce per quelle agite.

Il fenomeno, come abbiamo visto prima, diminuisce con l’età ma incide maggiormente sulle personalità delle vittime estendendosi pure nell’extrascuola.

Anche nel nostro ordine di scuola le ragazze sono più coinvolte nelle prepotenze passive che in quelle attive, ma ben il 48% ammette di aver fatto qualche prepotenza negli ultimi tre mesi.

La tabulazione dei dati permette anche di confrontare la situazione di ogni classe con il livello medio delle annate e dei periodi didattici ( biennio e triennio).

Preoccupa comunque il fatto che molti studenti, quotidianamente , siano vittime di soprusi e di prepotenze più o meno camuffati.

 

Tipologie di prepotenze

 

Come si può ben vedere anche dal prospetto di confronto longitudinale , l’aggressione fisica (colpi) tende a diminuire con l’età, come anche quella verbale ( offese, minacce, umiliazioni)  che comunque rimane a livelli preoccupanti specialmente per le ragazze, che ne sono maggiormente oggetto.

Aumenta invece  pericolosamente l’aggressione indiretta con le varie sfaccettature ( dicerie, esclusione dai giochi e feste, dover passare i compiti, non rivolgere la parola, scherzi di cattivo gusto etc).

Fortunatamente diminuisce anche il fenomeno dei furti che resta minoritario, come angheria. Colpisce assai il fatto che circa 80 ragazzi e 100 ragazze dichiarino di dover passare i compiti ai prepotenti. Lo si conosce da sempre come fenomeno, ma forse non con tali dimensioni. Anche su tale aspetto primeggiano i maschi nella parte attiva delle prepotenze rispetto alle femmine.

In sostanza, si può affermare che il fenomeno del bullismo diminuisce con l’età ma diventa qualitativamente diverso passando da forme più plateali a forme più sottili di sopraffazione. E’importante perciò tener conto della rilevanza delle prepotenze indirette che, essendo certamente le più subdole, non appaiono con evidenza e immediatezza agli occhi degli insegnanti e dei genitori ma lasciano il segno nello sviluppo della personalità della vittima.

 

Gli autori delle prepotenze

 

Anche in questa età, con sfaccettature diverse fra il biennio e il triennio, notiamo che la maggior parte delle prevaricazioni avviene in un contesto a due ( un ragazzo infligge prepotenze ad un altro prevalentemente delle stessa classe o di altra classe della stessa età).

Una discreta parte  di studenti subisce prepotenze anche da un numero consistente di studenti: può trattarsi sia di un gruppo di ragazzi che di un gruppo di ragazze.


I luoghi delle prepotenze

 

Buona parte delle prepotenze ha luogo in classe ( oltre 30 % ), seguito dai corridoi, dalla palestra e dai bagni. Anche il mezzo di trasporto pubblico è teatro di prepotenze e di soprusi e molte volte vittime sono le ragazze.

Il ristretto gruppo di studenti che subisce sistematicamente i soprusi, può essere vittima non solo a scuola ma anche nel percorso da casa a scuola e ritorno, oltre che nel pullman o nel treno.

La percentuale di prepotenze, all’interno dell’edificio scolastico ( aula, laboratorio, palestra etc) rappresenta un fenomeno correlato alla tipologia di organizzazione  della scuola superiore, che presenta frequenti cambi di  insegnante nelle diverse ore della mattinata ed un’elevata incidenza di episodi di prepotenza verbale e indiretta che sfuggono al  controllo dell’insegnante.

E’ necessario un impegno prioritario di riflessione, da parte di tutti, sulle modalità di gestione della classe in merito alle metodiche d’insegnamento, all’organizzazione delle attività didattiche e alla creazione di un buon clima di classe. Su questo aspetto ci ritorneremo più avanti nel tempo, anche a livello di riflessione con i docenti.

 

Serenità o preoccupazione degli studenti

 

L’ultima domanda cerca di cogliere lo stato d’animo degli studenti quando vengono a scuola al mattino  in riferimento al fenomeno del bullismo, alle situazioni di prepotenze che devono affrontare quotidianamente.

Un settantina di  allievi,  maggiormente femmine del triennio, non si sentono sereni e questo ci deve spingere a tenere sotto controllo il fenomeno e a mettere in atto qualche strategia preventiva, prima che di tipo sanzionatorio.

 

Considerazioni

 

Tenuto conto  degli aspetti più caratteristici del bullismo tra gli adolescenti, si può affermare che gli atteggiamenti aggressivi e di prevaricazione non costituiscono tanto una risposta a prevaricazioni subite, ma scaturiscono da una esigenza di soddisfazione personale che permette di non sentire le proprie insicurezze e di dare sfogo a rabbia e frustrazioni.

Non necessariamente i ragazzi, che si comportano da bulli, sono immersi in situazioni di disagio socio-economico, anche se queste variabili possono avere il loro peso. E’ vero però che risentono di condizioni di malessere familiare, di solitudine, di mancanza di ascolto e talvolta di violenza quotidiana.. I comportamenti di prevaricazione continuati sono quindi manifestazione e risultato di frustrazioni represse che cercano di negare e a  cui  reagiscono.

La scuola, a questa età, diventa luogo di competizione, di affermazione e di riconoscimento. Fare parte del gruppo e avere un ruolo in esso è questione vitale. Se questi obiettivi appaiono difficilmente raggiungibili con le normali strategie, i potenziali bulli cercano di contrastare l’ansia provocata dalla scarsa autostima , che finisce per ricadere poi sul rendimento scolastico, e vivono la paura del fallimento e dell’esclusione proprio là dove occorrerebbe dimostrare di avere capacità di rispondere alle richieste degli adulti e di essere accolti dai compagni.

I comportamenti di prevaricazione rappresentano allora un possibile modo per riscattarsi da una situazione che altrimenti renderebbe perdenti. Il risultato  perseguito è essere temuti  e riuscire ad imporsi con mezzi diversi da quelli comunemente diffusi, ostentando spavalderia e sicurezza, conquistandosi così un ruolo forte e di leader di fronte ad adulti e compagni.

Tutto ciò non fa che alimentare l’aggressività e l’impulsività, con il rischio che si inneschi un circolo vizioso che finisce per turbare il clima scolastico, rendendo difficili le relazioni fra i ragazzi e mettendo in crisi gli adulti. Purtroppo è solo quando il problema acquista dimensioni preoccupanti che si cerca di correre ai ripari, trascurando di prevenirlo.

 

 

STRATEGIE  E PROPOSTE D’INTERVENTO

 

Per poter predisporre un progetto minimo di intereventi è indispensabile analizzare in modo sistematico gli episodi di bullismo nella scuola. E’ questo un compito che potrebbe essere assunto dai docenti coordinatori dei consigli di classe, con la collaborazione di tutti gli altri.

E’ necessario quindi disporre di dati oggettivi per motivare il personale e renderlo consapevole del problema, per accertare esattamente dove si manifestino situazioni di prepotenze e di sopraffazione e per stabilire una linea di base con la quale confrontarsi anche dopo che si è intervenuti.

Per analizzare adeguatamente il fenomeno del bullismo si devono utilizzare indagini generalizzate tramite questionari ( come abbiamo fatto noi), oltre ai colloqui e alle attività con gli allievi.

La fase del questionario è prioritaria e indispensabile per valutare la completezza del fenomeno e cogliere l’urgenza degli intereventi.

Il programma, che ritengo utile realizzare per cercare di modificare i comportamenti aggressivi potrebbe essere il seguente con l’indicazione anche di alcune delle attività puramente esemplificative, tenendo conto delle caratteristiche dell’età dell’utenza e della tipologia di questo istituto tecnico.

 

1)      Cercare di creare un ambiente scolastico, oltre a quello familiare ovviamente nell’extrascuola, caratterizzato da affetto, interessi positivi e coinvolgimento emotivo degli adulti.

2)      Stabilire, al tempo stesso, limiti fermi ai comportamenti inaccettabili di sopraffazione e di prevaricazione.

3)      Applicare con fermezza, nei casi di violazione dei limiti e delle regole date, le sanzioni punitive stabilite e divulgate. Tali sanzioni non devono essere improntate ad ostilità e non devono basarsi su coercizioni di tipo fisico.

4)      Pretendere dagli adulti, insegnanti e genitori, un comportamento autorevole.

 

Programma d’intervento in sintesi:

 

Prerequisiti generali:  consapevolezza e coinvolgimento da parte degli adulti per cambiare la situazione ( nessuna scuola è immune dal fenomeno del bullismo).

 

Interventi a livello di scuola : 

-         inchiesta mediante questionario

-         informazione generale sull’entità fenomeno tramite pubblicizzazione dei dati

-         utilizzo dei dati di ogni singola classe da parte del consiglio di classe

-         strategie di coinvolgimento diretto degli studenti, non agendo quindi “con” e “sugli” adulti   ( docenti e genitori), tramite la “peer education”

-         rinforzo dell’osservazione e del controllo, da parte degli insegnanti e del personale ausiliario

-         costituzione di gruppi di coordinamento fra insegnanti e con i genitori delle vittime e dei bulli

 

Interventi a livello individuale:

-         colloqui approfonditi con gli studenti prepotenti e con le vittime, a cura del dirigente scolastico e degli insegnanti.

-         colloqui approfonditi anche con i genitori degli allievi implicati in episodi di bullismo

 

 

 

 

 

 

La “ peer education”  ( educazione con i pari status )

Per poter affrontare il fenomeno delle prepotenze a scuola  io ritengo che la strategia più adatta per cercare di prevenire e controllare i comportamenti a rischio fra gli adolescenti sia la peer education ( confronto fra pari status ). E’ questa una strategia volta ad attivare un naturale passaggio di conoscenze, emozioni ed esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri di pari status.

Certamente in questa azione educativa non si faranno abdicare alle loro funzioni i docenti e il dirigente scolastico, anzi  saranno questi ultimi ad affiancare e sostenere le nuove modalità di intervento educativo e preventivo basate sulla “peer education”.

 

Il progetto

La strada che intendo perseguire è quella di coinvolgere direttamente gli studenti, rendendoli soggetti attivi della realizzazione del progetto stesso, nella convinzione che l’apertura di un dialogo  fra coetanei abbia buone chances per sviluppare conoscenza e riflessione sul fenomeno, sollecitando anche la ricerca di comportamenti adeguati a contrastarlo.

Finalità :

-         analizzare il fenomeno delle prepotenze nel nostro istituto

-         accrescere negli studenti la conoscenza e la consapevolezza sul problema del bullismo attivando come risorsa i loro stessi coetanei

Obiettivo primario :

-         sollecitare curiosità nei ragazzi che hanno risposto al questionario anonimo

Obiettivi di processo :

-         ricerca sul bullismo in letteratura con la collaborazione degli studenti

-         offerta ad un gruppo di allievi di un percorso di formazione sul tema e sui metodi da utilizzare nelle diverse circostanze in cui si impegneranno per un approccio adeguato nel contatto con i gruppi di coetanei a cui si rivolgeranno le loro iniziative (  lavoro di  gruppo con gli studenti tutor)

-         interventi degli studenti, debitamente e preventivamente formati, nei confronti dei compagni nelle situazioni autogestite, affinché si facciano promotori di momenti di discussione e di riflessione sul fenomeno del bullismo, motivando, nel contempo, atri studenti a seguire lo stesso percorso.

 

Fasi di realizzazione:

Costituzione gruppo di progetto : dirigente scolastico, docenti del servizio Cic, docenti del progetto accoglienza e formatori degli studenti tutor ( figura felicemente introdotta in questo istituto)

Lavoro di gruppo con gli studenti tutor: incontri di formazione con i venti studenti tutor, gestiti dal dirigente scolastici e da docenti del gruppo di progetto.

Temi da approfondire saranno :

-         il bullo

-         la vittima,

-         il bullo e la vittima

-         il gruppo,

-         come uscirne

      Restituzione del lavoro svolto ai componenti del comitato studentesco d’istituto (nr. 84 ):     informazione sulle caratteristiche del progetto e del percorso effettuato fino a quel momento evidenziando le valenze di coinvolgimento e di ruolo attivo degli studenti che vi avranno lavorato.

      Fase successiva :    …………..si vedrà, poiché tale percorso di ricerca-azione è veramente sperimentale anche per me che seguo da molto tempo il fenomeno.

 

 


 

ALCUNI  ASPETTI  SIGNIFICATIVI  DEL FENOMENO DEL BULLISMO

 

I silenzi

Gran parte delle analisi e delle riflessioni esposte suggerisce a tutti gli operatori della scuola  di adottare un atteggiamento più attento e vigile nei riguardi delle dinamiche  che si sviluppano fra gli allievi. Ne sono ben consapevoli quegli insegnanti  che effettuano normalmente i sociogrammi per verificare i rapporti sociali all'interno della classe.

Certamente questo primo approccio al fenomeno delle prepotenze a scuola ci offre uno scenario, che conosciamo talvolta solo superficialmente e di cui non abbiamo coscienza  nella sua effettiva  portata.

Infatti se qualche volta non prendiamo apertamente l'iniziativa di parlare con gli allievi riguardo a questi comportamenti e non li incoraggiamo a raccontare se ne sono vittime, la maggior parte di essi parlerà solo ad un amico o a qualcuno a casa. Una buona parte degli allievi  non dice addirittura a nessuno di essere vittima dei bulli.

Questi comportamenti vengono spesso tenuti deliberatamente nascosti agli insegnanti; gli allievi che li subiscono sono restii a raccontarli per paura di rappresaglie, per vergogna o per paura di non essere presi sul serio. Anche quando viene interrogato direttamente da un insegnante, uno studente potrebbe negare di essere vittima di soprusi o intimidazioni, per apparire più coraggioso.

Quando poi i genitori scoprono la situazione, i loro figli li pregano di non intervenire a scuola. Questo muro di silenzio consolida  ancora di più la tendenza al bullismo.

 

Le cause

Possiamo tranquillamente affermare che potenzialmente tutti possono essere coinvolti in situazioni di bullismo, sia come agenti che come vittime.

Dall’analisi dei nostri dati e dal raffronto anche con altre indagini  rileviamo che le cause del bullismo non sembrano  trovare riscontro nelle convinzioni più diffuse, quali: a) conseguenza di classi o scuole numerose; b) differenza fra scuole di città e scuole di campagna; c) conseguenza di atteggiamenti competitivi per ottenere buoni risultati scolastici; d) reazione a frustrazioni e a fallimenti scolastici; e) conseguenza di una compromissione dell'aspetto esteriore (alunni grassi, bassi, sgraziati, rossi di capelli, con gli occhiali).

Giocano generalmente un ruolo importante invece le caratteristiche di personalità e i modelli di reazione comportamentale tipici  del soggetto (associati alla forza o alla debolezza fisica, nel caso dei maschi). Agiscono anche alcuni fattori ambientali, quali l'atteggiamento o il comportamento degli insegnanti e i rituali della classe (gestione del clima di classe, confusione nell’assegnazione dei compiti a casa etc).

Risultano decisive, a promuovere il bullismo, le condizioni negative durante l’infanzia, con la messa in atto di certi stili educativi e con la presenza di alcuni problemi familiari quali i rapporti conflittuali fra i genitori, il divorzio, i disturbi psichiatrici e l’alcolismo.

I bambini, che subiscono soprusi a casa o che vedono i genitori o i fratelli comportarsi così con gli altri, sono più predisposti ad assumere simili atteggiamenti a scuola.

In riferimento sempre agli stili educativi familiari, sembra che siano molto incidenti, nel facilitare l’evolversi del comportamento aggressivo, l’atteggiamento  emotivo dei genitori (specialmente della madre), l’atteggiamento troppo permissivo e tollerante o violento e punitivo del genitore.

Gli alunni, che non hanno grandi amici a scuola o che sono spesso da soli o che dimostrano scarsa sicurezza, sono più facilmente vittime dei prepotenti.

Un altro fattore importante per spingere al comportamento aggressivo e prepotente è determinato dall’azione dei mass-media ( tv, cinema e fumetti, internet), come ampiamente dimostrato dalle ricerche nazionali ed internazionali effettuate in questi anni.

 Quali sono le principali caratteristiche della vittima e del bullo? Cercherò di illustrarle  ora utilizzando anche le approfondite analisi fatte dagli studiosi già citati. Sono ricavate da studi sul fenomeno nella fase dell’infanzia e della preadolescenza ma possono servire ad interpretare gli episodi di bullismo anche dell’adolescenza e della  prima giovinezza

 

         Le vittime

I bambini o ragazzi, che si ritrovano nel ruolo della vittima, sono di solito più ansiosi ed insicuri degli altri compagni. Sono spesso prudenti, sensibili e tranquilli. Soffrono di scarsa autostima, presentano una visione negativa di se stessi e della propria situazione. Se sono maschi tendono ad essere fisicamente più deboli dei compagni. Segnalano agli altri una situazione di insicurezza e di scarso valore. Se provocati, reagiscono piangendo (specialmente da piccoli) o chiudendosi in se stessi.

A scuola vivono spesso una condizione di solitudine e non hanno buoni amici.

Questo tipo di vittima (passiva-remissiva) è la più comune e, da ricerche longitudinali effettuate su alunni diventati poi adulti, sembra che abbia molte possibilità di essere esposto alla depressione in età adulta e presenta inoltre una stima di sè più bassa rispetto ai coetanei che non hanno subìto oltraggi.

Esiste, anche se più raramente, un altro tipo di vittima, definito "vittima-provocatrice". E' caratterizzata dalla combinazione di due modelli reattivi: quello ansioso e quello aggressivo. Ha spesso problemi di concentrazione, può essere iperattivo però manca di alcune abilità sociali di base poichè crea tensione ed irritazione nei compagni e negli adulti che entrano in contatto con lui. La sua presenza in classe talvolta scatena nei compagni la tentazione di azioni violente.

 

I bulli

Il tratto distintivo del bullo è  l'aggressività verso i coetanei. In genere tende ad essere aggressivo anche verso gli adulti, siano essi insegnanti o genitori.

E'  spesso caratterizzato da impulsività, da un forte bisogno di dominio e da una scarsa empatia nei confronti delle sue vittime. Se maschio, è fisicamente più forte sia dei compagni in generale, sia delle vittime in particolare. Rivela normalmente un livello di ansia e di insicurezza particolarmente bassi, anche se nel gruppo dei bulli partecipano degli alunni definiti “bulli passivi”, seguaci o addirittura sobillatori, che di solito non prendono iniziative ma che possono essere anche ansiosi e insicuri.

Il bullo presenta un livello di popolarità che rientra nella media ma che diminuisce gradualmente nelle classi superiori. Non raggiunge mai comunque il basso livello di popolarità e di considerazione tipico invece della vittima.

In questo modello di comportamento aggressivo ha una notevole incidenza lo stile educativo familiare caratterizzato da indifferenza, mancanza d'affetto, permissivismo  o autoritarismo accentuati, come abbiamo già accennato.

Il bullismo può essere considerato come una componente non marginale di un più generale modello di comportamento antisociale, che può  portare alla devianza e, addirittura, alla criminalità.

Un'altra ricerca longitudinale ha dimostrato che gli ex bulli hanno molte più probabilità di commettere reati e di incorrere in vicende giudiziarie pesanti.

Estese ricerche internazionali, come ho più volte affermato anch'io nelle mie indagini sulle abitudini culturali e come ho anticipato nel precedente capitolo, indicano inoltre che i bambini e gli adolescenti, che assistono a molti episodi di violenza davanti alla televisione o al cinema, spesso diventano più aggressivi e mostrano meno empatia verso le vittime dell'aggressione. E' ragionevole presumere che i mass-media possono, in una certa misura, aumentare l'entità del fenomeno. Anche di questo delicato aspetto dovranno tener conto insegnanti e genitori negli interventi di sostegno che si dovranno predisporre sia a scuola che a casa.

 

 

GLOSSARIO

 

AGGRESSIONE  (tipico comportamento bullistico)

 

Fisica : colpire con pugni o calci, appropriarsi di, rovinare gli effetti personali di qualcuno;

 

Verbale : deridere, insultare, prendere in giro ripetutamente, fare affermazioni razziste;

 

Indiretta : diffondere pettegolezzi fastidiosi, escludere qualcuno da gruppi di aggregazione.

 

 

BULLISMO  (BULLYING)

 

Comportamento che mira deliberatamente a far del male o danneggiare, spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi e persino anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori ci sono un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare.

 

 

BULLISMO DIRETTO

 

Si manifesta in attacchi relativamente aperti nei confronti delle vittime.

 

 

BULLISMO INDIRETTO

 

Forma di isolamento sociale ed intenzionale esclusione dal gruppo (meno visibile ma più subdolo e forse più pericoloso).

 

 

BULLO ATTIVO   (PREPOTENTE)

 

E’ aggressivo verso i coetanei, ma anche verso gli adulti, insegnanti o genitori. E’ impulsivo, ha bisogno di dominio ed ha scarsa empatia nei confronti delle vittime. Rivela normalmente un livello di ansia e di insicurezza particolarmente basso.

 

 

BULLO PASSIVO   (SEGUACE, GREGARIO O SOBILLATORE)

 

Partecipa al bullismo ma  abitualmente non prende iniziative. Talvolta può essere insicuro e ansioso.

 

 

CONTAGIO SOCIALE

 

Influenza del modello aggressivo forte nei confronti dei bulli gregari, passivi che desidererebbero affermarsi all’interno del gruppo dei coetanei.

 

DEFINIZIONI DI COMPORTAMENTO BULLISTICO

 

Angheria, calunnia, diceria, imbroglio, minaccia, molestia, persecuzione, prepotenza, prevaricazione, sopraffazione, sopruso.

 

 

ELOGI E RICOMPENSE

 

Riferiti a comportamenti adeguati tra i coetanei e all’impegno scolastico. Costituiscono  dei mezzi importanti per influenzare in senso positivo il clima della classe con un utile effetto preventivo nei confronti degli atteggiamenti aggressivi.

 

 

MODELLI REATTIVI

 

- Il modello reattivo aggressivo associato alla forza fisica caratterizza il bullo.

 

- Il modello reattivo ansioso associato alla debolezza fisica caratterizza la vittima.

 

 

RIDUZIONE (O DILUIZIONE) DELLA RESPONSABILITA’ SOCIALE

 

Si verifica  negli atti bullistici a cui prendono parte diverse persone  (effetto “branco”).

 

 

SANZIONI

 

Provvedimenti punitivi a seguito di gravi trasgressioni. Dovrebbero essere facilmente applicabili, provocare un certo disagio senza per questo assumere un  significato ostile ed avere un effetto dirompente. Devono essere differenziate in rapporto alle persone e al tipo di comportamento ed hanno lo scopo di segnalare l’impossibilità di accettare le prevaricazioni nei confronti dei compagni.

Tra le possibili sanzioni si può contemplare l’allontanamento dalla classe per un certo periodo di tempo o vari tipi di ammonizione. I compiti per casa non dovrebbero essere usati comunque come punizione.

La sanzione deve educare al rispetto di un sistema di regole di convivenza.

 

 

VITTIMA PASSIVA-REMISSIVA O SOTTOMESSA  (la più comune)

 

E’ più ansiosa ed insicura degli altri studenti in generale. E’ spesso cauta, sensibile e calma. Se attaccata reagisce piangendo e chiudendosi in se stessa. Soffre di scarsa autostima ed ha un’opinione negativa di sè e della propria situazione. Spesso si considera fallita, stupida e timida. Solitamente vive a scuola una condizione di solitudine e di abbandono.

 

VITTIMA PROVOCATRICE  (la meno frequente)

 

E’ caratterizzata dalla combinazione dei due modelli reattivi, quello ansioso e quello aggressivo. Ha spesso problemi di concentrazione e si comporta in modo tale da causare irritazione e tensione. Talvolta può essere definita iperattiva.

Capita non raramente  che il suo comportamento provochi delle reazioni da parte di molti compagni o di tutta la classe.

 

 

 

 

 

CONCLUSIONI

 

 

Dall’intera trattazione sul fenomeno del bullismo nella scuola superiore, come anche nella scuola di base, si evince che la scuola e la famiglia non possono sottrarsi al loro compito di favorire una scolarizzazione formativa ed una più vasta crescita sociale.

Ribadisco questo concetto perchè negli ultimi anni sta contagiando anche l’Italia una pericolosa “scuola pedagogica” USA che incita i genitori ad insegnare ai propri figli, fin dalla tenera età,a farsi valere, a schiacciare il proprio compagno di giochi per non essere schiacciato da lui, nella vita. La possiamo definire “educazione al bullismo”, una pericolosa spinta a comportamenti antisociali.

Ad un  convegno del CNR sulla “violenza nella società contemporanea” è stato lanciato l’allarme per questa nuova “pedagogia” che produce degli individui asociali, tipo quelli che lanciano sassi dai cavalcavia o danneggiano le scuole facendole allagare.

E’ sbagliato pensare che l’autorevolezza e la virilità siano da associare all’aggressività e che provare a discutere e a comprendere l’interlocutore, cominciando dal compagno di scuola, significhi essere un debole, uno sconfitto, un emarginato.

Questa pedagogia della violenza sta prendendo piede perchè la società in genere è più competitiva. Sta pericolosamente passando la mentalità che il mondo è inevitabilmente in mano ai forti, cioè agli aggressivi. In realtà il potere non si attacca, tutt’al più si trasgredisce.

La prevenzione si può fare allora attraverso la scuola. E’ emersa infatti la conferma che la violenza è in aumento non solo su ma anche tra i minorenni. Negli anni ‘90 gli omicidi e le rapine sono cresciuti più del 60% sotto i 18 anni e appena del 5% sopra.

Una recentissima indagine, condotta dall’Università La Sapienza di Roma in varie scuole di ogni ordine e grado d’Italia, conferma che le aggressioni, le brutalità e le vessazioni assurde sono pane quotidiano per gli studenti italiani. Roma risulta essere la capitale del bullismo col 54% di ragazzi che dichiara di aver subìto almeno una o due volte delle prepotenze negli ultimi tre mesi. Nella nostra indagine rileviamo un livello di prepotenze  assai  vicino a quella percentuale, il che deve farci riflettere ed agire.

 

 

Castelfranco Veneto, febbraio 2005

 

Roberto Nardello

Dirigente scolastico dell’I.T.C.G. “Martini”

 

Con la preziosa collaborazione nell’elaborazione dei dati del Prof. Marcon Gisuppe, insegnante d’informatica.